
Sono giornate difficili, che mettono alla prova i miei nervi. Respiro piano, lentamente, cerco di trattenere la lucidità mentale, penso all’assurdità di certe situazioni.
Nell’ultimo anno ho pensato spesso alla mia fortuna.
Chissà quando inizierà ad andare tutto storto. Gli stati di grazia non durano mai in eterno. Vabbè, intanto goditi sto momento e non rompere Fra.”
E ora, che mi sembra di impazzire davanti a certe situazioni, mi guardo intorno. E il mio mondo continua ad essere composto da piccoli frammenti di perfezione, come questo qui sopra e come tutti gli altri che vedo anche solo alzando gli occhi da questa scrivania.
C’è la famiglia, c’è lui, ci sono le amiche, c’è la pallavolo, grande new entry che mi permette di sfogare la rabbia, c’è un nuovo progetto professionale, ci sono le fatture, la gestione del tempo, del mio tempo. Lucky me.
E poi c’è la rabbia. Rabbia perché sono un’ingenua, mi fido delle persone, il mio bicchiere è sempre stato mezzo pieno. E ogni volta che una delusione mi ghigna in faccia “pirla, ti sei fidata di nuovo” la rabbia sale, il senso d’impotenza mi pervade.
Perché continuare a credere che c’è sempre un lato positivo?
Beh, perché non farlo?
Le lezioni servono a questo. A crescere. A imparare. A impararsi.
Nell’ultimo anno ho cambiato un sacco di cose. Città, lavoro, punti di vista, città e lavoro di nuovo.
Ma ho sempre scelto io cosa fare, dove andare, come fare.
Ora sono in questa giornata, piena di rabbia, perché non ho scelto. L’ultima volta che dovevo scegliere, ho preso tempo. Mi sono fidata.
Fortunatamente ho ripreso in mano la mia testa, e dopo un attimo di smarrimento ho nuovamente scelto la mia strada.
Che è sicuramente in salita, ma l’ho scelta io.
Per la rabbia non c’è problema. Stasera c’è allenamento.
The glass is half full.