Adrenalina

posted by Frenci on Gennaio 23rd, 2010 |

Io non leggo spesso gli oroscopi ma mi piace l’idea che ci sia un “qualcosa” di indefinibile che ci caratterizza, come può essere un segno zodiacale, un pianeta, molto più spesso un’esperienza o le persone che fanno parte della tua vita e fanno in modo, involontariamente, che tu sia ciò che sei.

All’inizio dell’anno mia mamma è corsa in camera mia con una rivista dicendomi “Frenci, guarda!! Il tuo 2010 sarà fantastico, lo dice l’oroscopo“. In sostanza pare che Giove sarà al mio fianco per tutto l’anno, e questo, dicono, è un gran colpo di culo.

Questa ultime due settimane sono state adrenaliche, frenetiche ma non ho mai sentito così tanta energia scorrermi nelle vene: l’Amica, quella dell’adolescenza, delle prime sigarette e dei primi cabò, dei primi amori, dei diari segreti da tenere una settimana a testa, si sposa, e tra una tigella e l’altra, così, dal nulla, mi chiede di farle da testimone. L’emozione di quel momento mi bagna gli occhi e mi fa saltare il cuore nel petto, mi tira i nervi e mi fa deglutire. Sento un’irrefrenabile voglia di saltare, di abbracciarla e stritolarla, e di saltare. E riesco solo a pensare “grande.”

Il primo esame, ieri, che ammetto di aver preso un po’ sottogamba, ma che ho passato. L’adrenalina prima di entrare, il sedermi in aula per prima e scegliere, per la prima volta, il primo posto davanti alla cattedra, un’esperienza nuova, volti nuovi, un professore simpatico, che attendeva la fine dell’ora di esame giocando col suo iPhone.

La giornata di giovedì, da infarto. Ho passato l’intera giornata a sentirmi il cuore scoppiare da quanto andava forte, ma non volevo si fermasse, continuavo a ripetermi “ancora, di più, forza, ce la fai, aumenta il ritmo”. L’ansia dell’esame che si avvicinava, il fatto di non averlo detto quasi a nessuno, aver tenuto tutta l’ansia per me mi ha caricato come una molla.
Sento una tale carica di vita, di forza, di energia e di adrenalina che.. non so, non mi sono mai sentita così. Eppure, sto vivendo delle situazioni davvero ambigue, per le quali una volta mi sarei disperata, avrei pianto e mi sarei affranta. Invece no, le affronto col sorriso, prendo tutta l’energia delle situazioni positive e negative e cerco di farla confluire nelle vene. E’ questa la sensazione.

Non so se è merito di Giove, se è merito delle persone che mi circondano o delle situazioni in cui mi butto a capofitto. So solo che mi sento come se avessi pigiato sull’acceleratore, senza pericolo, e mi stia godendo questo magnifico giro. E per il momento non scendo.

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15 gennaio

posted by Frenci on Gennaio 15th, 2010 |

Strana data il 15 gennaio a casa mia.
Secondo l’educazione cattolica che mia nonna avrebbe voluto inculcarmi, il 15 gennaio è una giornata di lutto, non c’è diritto a sorridere, dovremmo restare tutti tristi e zitti a meditare sulla morte di mio nonno. E’ l’anniversario, secondo lei. L’anniversario della morte.

Poi c’ il mio modo di pensare, quello che dice che non c’è anniversario per la morte. Possono esserci giornate da ricordare, persone da ricordare, ma anniversari della morte anche no. Posso ricordarmi di mio nonno, delle passeggiate nel bosco controvoglia, delle sue spalle, della fanta che nascondeva in cantina per me o delle fragole che piantava per me. Del melograno appena raccolto, delle ortensie e delle calle che contenevano sempre una cimice.

Poi succede che il 15 gennaio, un giorno, diventa anche il compleanno del tuo ragazzo. E anche il compleanno di altri due amici. E se per un attimo hai pensato “che giorno di merda il 15 gennaio”, le cose si sono subito ribaltate.

E allora fatti sotto 15 gennaio, che tanto io stasera la passerò tra i miei amici, vassoi di tigelle e bicchieri di vino in una stanza ghiacciata con una stufa di quelle vecchie, che la casa è vuota da tempo, e la stufa è accesa da ieri, ma come al solito si ghiaccia dal freddo. Perché io il 15 gennaio festeggio, ma anche perché a me il 15 gennaio non mette tristezza, anzi, nonostante io sia consapevole che quel 15 gennaio non lo posso dimenticare, beh ci posso convivere. E anzi, stiamo anche bene insieme, io e il mio 15 gennaio.

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Posta per te

posted by Frenci on Novembre 16th, 2009 | Tagged as: ,

Ieri, appena atterrata a Malpensa, il primo sms che ho ricevuto era della mia amica Je. Mi chiedeva perché non avevo ancora prenotato il volo per Lisbona per un viaggio tra amiche.
Forse perché ero appena atterrata da Copenhagen e la mia carta di credito è chiusa in silenzio stampa fino al prossimo stipendio? La prima mail che ho letto invece, è stata la risposta a una mia mail.
Ora devo scrivere la risposta alla risposta. Ma mentre sto per pigiare “invia” mi chiedo se è quello che voglio veramente. Sono sempre stata un’irrequieta, ma oggi sono in grado di buttare all’aria la sicurezza per l’incertezza? Avete suggerimenti o risposte?
Lasciatele qui, grazie.

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Prima di partire

posted by Frenci on Novembre 12th, 2009 | Tagged as: , ,

Domani parto per un meraviglioso weekend lungo a Copenhagen, con la compagna di viaggio che tutti vorrebbero: non parla l’inglese, quindi si lascia portare ovunque, cammina tutto il giorno senza mai lamentarsi, l’importante è condividere una bella tazza di caffè (o quello che più somiglia al nostro caffè), girare, girare, e rifermarsi a bere una tazza di caffè.
E’ un periodo talmente frenetico che sto finendo la valigia solo ora, e come al solito non so cosa devo mettere, cosa dimentico, cosa porto in più.
La batteria della macchina fotografica sta caricando, il cellulare anche. L’iPod è qui a fianco che sincronizza e ciuccia batteria al Mac, che , povero, ha il carica batterie in ufficio e a breve mi farà ciao ciao. Gli auricolari sono in borsa, la moleskine pure insieme alla penna e all’evidenziatore. La carta d’identità non è scaduta, quindi è presente.
Devo controllare la fermata della metropolitana (ok, fatto), controllare il parcheggio all’aeroporto (fatto), e ricordarmi le guide (messe in borsa).
Non mi resta che preparare il beauty, il phon è già in valigia, e andarmene a letto che la sveglia suona alle 6:00.
Ah, grazie per avermi fatto compagnia mentre finivo la valigia ;).

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Viaggio in California: consigli pratici

posted by Frenci on Ottobre 18th, 2009 | Tagged as: , ,

Tornata dal mio amatissimo viaggio in California sono stata letteralmente investita dal lavoro e non ho mai avuto tempo di riordinare le idee sul viaggio, le foto (il set in progress su Flickr piange, si sente orfano, e mi è testimone) e poi correre qui a fissare tutto. E’ stato un mese talmente intenso che a volte sento davvero la paura di perdere tutti i meravigliosi ricordi di questa vacanza, è stato un mese di apnea totale dove gli orari mi hanno massacrata, le richieste mi hanno mandato in tilt il cervello e io non ho ancora finito di sistemare alcuni sacchetti della vacanza. Semplicemente sono lì, in attesa di essere svuotati e di trovare una collocazione al contenuto. Ma finchè restano lì è un po’ come essere appena tornati.

Vorrei dedicare un post ad ogni pezzo della mia vacanza, vorrei fare le cose per bene, ma chissà che ne verrà fuori. Mi auguro solo di non inziare un’altra cosa che non finirò, a questo ci terrei. Quindi parto per gradi e dall’inizio del viaggio. Forse la parte peggiore, o forse quella che ricorderò bene per molto tempo: il viaggio.

E’ stato un incubo, il viaggio peggiore che io abbia mai fatto. Ho prenotato con British Airways, ovviamente in World Traveller, ignara di ciò che mi aspettava. L’itinerario di viaggio era Bologna->Gatwick Gatwick->Heatrow Heatrow->Los Angeles. Da Bologna a Gatwick è stato meraviglioso, uno dei viaggi migliori che abbia mai fatto. Avevo prenotato i posti di fianco alle uscite di sicurezza, il che equivale a un bel po’ di spazio in più a disposizione. Mi sono addormentata e sono arrivata a Londra in un batter d’occhio, e il mio umore era dei migliori. Da li abbiamo raggiunto Heatrow, il check-in online ci ha aiutati a velocizzare il tutto e ci siamo imbarcati.

Tutto perfetto, no?

La World Traveller di BA prevede tra file di posti la cui formazione è 3-4-3. Noi eravamo ai lati, un posto finestrino e un posto dell sfigato, in mezzo. Secondo voi chi ha vinto il posto dello sfigato? Ora, non posso lamentarmi dello spazio a disposizione per i passeggeri, non lo farò, non mi lamenterò, ma posso dire che lo spazio a disposizione è minuscolo? Davvero, mi sembrava di essere ammucchiata e non ringrazierò mai abbastanza l’adolescente che ha passato l’intero volo col sedile abbassato sulle mi ginocchia (solo io ho delle remore bestiali a inclinare il seggiolino in aereo, per paura di dare fastidio a quelli dietro?). Ma non è stato questo il problema, capirai! Per la scomodità basta armarsi di pazienza, in fondo ero in vacanza, mi potevo adattare benissimo.

La mia croce è stato il nostro vicino, anzi il mio vicino, all’apparenza un tipo normale, un signore sulla cinquantina con un fighissimo iPod e l’aria di uno che non ha nessuna intenzione di chiaccherare con te per le prossime 9 ore.
Fantastico. Finché non ha iniziato a bere.
Al primo coca(light) e gin ho pensato che avesse paura di volare. Al secondo mi sono chiesta se potevo aiutarlo. Al terzo ha cambiato e s’è fatto un whisky. Al quarto cicchetto mi sono chiesta se c’era un limite ai drink durante un volo sopra l’Oceano.
Il quinto cicchetto mi ha dato la risposta.
Ora voi avete idea di cosa significa volare per 9 ore con il vostro vicino che ogni volta che respira rischia di farvi andare in coma etilico e attenta al vostro sistema nervoso già provato dal viaggio, dalla stanchezza e dalla puzza del suo alito? Ecco.

Io, quando è iniziato l’atterraggio e avevo il mio vicino sconosciuto praticamente in braccio ho avuto istinti omicidi.

Ovviamente in tutto questo Edo si è limitato a ridere. Al ritorno, io ho vinto il posto finestrino. Lui era di fianco a una bella mora. Che dopo il decollo ha ordinato Coca&Rum. E’ il karma, baby ;)

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